Convegni
Giù le mani dalla casa!
di Michele Pazienza
Il Governo ha presentato la Finanziaria e nel frattempo ha emesso un decreto-legge di proroga degli sfratti e un decreto-legge che fa rivivere le imposte sulle successioni e sulle donazioni.
Della Finanziaria non fa parte la proposta, che pure era girata con insistenza, della tassazione separata delle rendite locative che vedevamo con favore, ma per il momento non se ne parla, come inalterata resta l’ICI, soggetta ad ulteriori aumenti, mentre abbiamo proposto anche in sede di Coordinamento unitario dei proprietari immobiliari che venga soppressa poiché grava sui soli proprietari, quando il gettito è ormai destinato per le spese generali dei Comuni a favore di tutti i cittadini e non è giusto che la paghino solo parte di essi.
Non siamo soddisfatti del turbinio di provvedimenti sfavorevoli e non consoni ad una seria politica fiscale, come non ci soddisfa il susseguirsi di improvvisate modifiche di vario genere (vedi t.f.r); ma non sono soddisfatte neanche le categorie produttive ed i professionisti che, per la prima volta nella storia degli Ordini, sono scesi in piazza. Debbono anche essere segnalate le dure prese di posizione della Corte dei conti e di Bankitalia, mentre due tra le più importanti agenzie di rating internazioni hanno declassato l'Italia.
Attendevamo ed attendiamo la convocazione della Conferenza nazionale sulla casa della quale non si parla più.
Attendiamo che dell’Osservatorio nazionale sulla condizione abitativa siano chiamate a far parte le associazioni di categoria della proprietà con un ruolo più incisivo rispetto a quello attuale, relegate come sono ad una semplice funzione non decisionale.
Assistiamo sgomenti ai “balletti” sugli estimi catastali, sugli studi di settore, su più stringenti controlli, dai quali il Governo si attende nuove surrettizie entrate.
Ci sembra che la politica della casa stia facendo passi indietro, come provato dalla reintroduzione di una pesante proroga degli sfratti, ma anche con il tentativo (più volte bocciato) di introdurre cervelloticamente l’obbligatorietà della polizza assicurativa contro qualsiasi danno a fabbricati privati che ricomprenda pure i rischi derivanti da calamità naturali.
Fino a quando dovremo assistere alla compressione del diritto di proprietà?
Fino a quando avremo la pazienza di resistere alla demagogia e agli attacchi ripetuti alla proprietà della casa?
Fino a quando sarà punito il risparmio che, attraverso i sacrifici di intere generazioni, si converte in proprietà dell’immobile?
Abbiamo criticato il Governo Berlusconi per certe scelte che andavano oggettivamente contro la proprietà edilizia, e quindi contro i cittadini in generale. Siamo costretti a ripeterci: il nuovo Governo continua a trattare i proprietari di casa come una categoria sulla quale caricare un peso impositivo crescente.
Vi è un limite di resistenza, al di là del quale le proteste diventeranno sempre più forti e si convertiranno in proposte politiche, in voti che seppelliranno la demagogia oggi imperante.